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pubblicato il 04/03/14



“Ho perso ogni rispetto per loro”, non è un’affermazione insolita in molte conversazioni. Spesso fa seguito ad un momento in cui crediamo di aver subito un torto, di essere stati ingannati o insultati. Talvolta, se crediamo che sia qualcun altro ad aver subito un torto, ritiriamo il nostro rispetto dall’autore a favore dell’altro! E possiamo non averli mai conosciuti! Eppure, quando disprezziamo chi manca di rispetto, spesso non ci rendiamo conto che stiamo semplicemente aumentando l’ammontare della mancanza di rispetto nel mondo!     

Specie a Rischio!

Sembra che, in molte aree della società, ci troviamo in presenza di una rapida scomparsa del rispetto. Ogni settimana ci porta molte storie di conflitti e animosità tra coppie, membri familiari, vicini, colleghi di lavoro, politici e in quasi tutte le altre aree della società. Comportamenti irrispettosi sembrano essere diventati la norma in alcune comunità, in alcune scuole e istituzioni. Sono aumentate le ‘campagne per il rispetto’ a livello sportivo e scolastico per tentare di risanare relazioni frantumate e il deterioramento culturale. Come per tanti ‘valori’, cominciamo ad apprezzare qualcosa quando ci accorgiamo di perderla o di averla persa. Più il rispetto scompare, più cominciamo a vederne il ruolo cruciale nel mantenimento della coesione sia della famiglia che della comunità.

Ma, perché smettiamo di rispettare qualcuno? Perché sembra di perdere tanto velocemente la nostra capacità di dare rispetto ad un altro? Perché creiamo ‘l’altro ’ in una luce tanto negativa nella nostra coscienza? Prima di rispondere a queste domande è forse necessario chiarire l’idea, il concetto, il significato stesso di rispetto.

Che cos’è esattamente il rispetto?

Rispettare è un verbo che viene confuso con un sostantivo. E’ qualcosa che facciamo piuttosto che qualcosa di statico che diamo e riceviamo. Non è una cosa! Ma è difficile parlarne come se non fosse una ‘cosa’, come un nome. E’ nella natura del linguaggio cercare di definirla! Rispettare un altro significa riconoscere e affermarne la bontà e il valore. Significa ‘dar valore’ all’altro entro le dinamiche degli scambi relazionali.

Prima ancora di qualsiasi dimostrazione visibile e udibile, rispetto è il modo in cui teniamo qualcuno nella ‘luce della nostra coscienza’. E’ il modo in cui creiamo  l’altro, cioè il modo in cui ‘percepiamo’ l’altro. Il nostro rispetto sarà definito dalla qualità dell’energia con la quale circondiamo l’altro nella nostra mente, molto prima che le nostre parole e comportamenti la esprimano visibilmente. Esso è possibile solamente all’interno di una postura di non giudizio.

Riguardo e Rispetto Incondizionati

E’sempre piacevole e in qualche modo incoraggiante incontrare ‘qualcuno’ che non perde mai il proprio rispetto verso gli altri. Indipendentemente dalle azioni fatte in passato dell’ altra persona o dalla storia della relazione, è come se non importasse ciò che l’altra persona dica o faccia, quel qualcuno non perde mai il rispetto per quella persona. Riesce sempre a vedere l’intrinseca bontà e il valore dell’individuo, a prescindere da tutti gli errori fatti, i crimini commessi, o gli insulti lanciati. Riesce persino a vedere oltre quelli che sembrano essere i tratti oscuri della personalità, in un luogo che viene prima della personalità ed è privo di distorsioni. Non è esattamente qualcosa che a molti di noi è stato insegnato!

Queste persone ci ricordano che non solo è possibile scindere l’individuo dal suo comportamento, cioè ‘quello che è’ da ‘quello che fa’ (o ‘ha fatto’),  ma anche che la continua presenza del rispetto può influenzare e dare all’altro la forza per cambiare i suoi modi. Vi sono moltissimi esempi di criminali incalliti che hanno mutato i propri comportamenti violenti e irrispettosi dopo aver trascorso un certo tempo con qualcuno che ha mostrato un incondizionato riguardo nei loro confronti. Anche i giovani asociali rispondono allo stesso modo quando sono costantemente accompagnati da un referente che dia loro continuamente pieno rispetto e riguardo.

In un penitenziario particolare (Dade County, Miami), oltre 10 anni fa, il numero delle evasioni, quello delle risse e il tasso dell’abuso di droghe era il più altro di tutti i penitenziari degli Stati Uniti. Con l’ingresso di un nuovo Direttore, tutto il personale penitenziario fu iscritto a un corso di addestramento al ‘servizio clienti’. Quando ritornarono il Direttore chiese loro di trattare i detenuti come se fossero clienti! Due anni dopo il penitenziario aveva il minor numero di evasioni, il minor livello di conflitti e di abuso di sostanze stupefacenti.

La Mancanza di Rispetto come divertimento

Ciò che raramente notiamo è che cosa succede dentro di noi nel momento in cui creiamo un giudizio negativo nei confronti di un altro. E’ una forma di attacco. Non ci rendiamo conto che non sono gli altri a sabotare la nostra capacità di dare rispetto, è il nostro attacco, nella forma del nostro giudizio, che annienta la nostra capacità di rispettare e valorizzare.

Quando biasimiamo, ci lamentiamo o critichiamo un altro significa che abbiamo temporaneamente distrutto la nostra capacità di essere rispettosi. Significa che non siamo più in grado di vedere ed affermare la bontà innata e l’intrinseco valore degli altri. Non li vediamo più come persone. Sfortunatamente  sono queste le linee e la cultura che vengono incoraggiate dalle nostre industrie dell’intrattenimento. Il messaggio implicito in molti film e video giochi è: ‘loro’ non meritano rispetto; ‘loro’ mi hanno fatto un torto e perciò la vendetta  è necessaria; ‘loro’ si stanno comportando male e perciò è necessaria la punizione; ‘loro’ devono aver più paura di me così mi rispetteranno di più.

Recentemente, sulla prima pagina di un quotidiano nazionale, un famoso cantante sofferente di dipendenza da sostanze tossiche, fu indicato come ‘meritevole del nostro disprezzo’. In qualche maniera ciò sembra racchiudere un recente tendenza nel nostro mondo a mettere prima in evidenza la più piccola trasgressione nella vita di un altro allo scopo di giustificare l’attacco del nostro giudizio e il conseguente ritiro del nostro rispetto nei suoi confronti.

Amore e Rispetto

Una volta, probabilmente in epoche più innocenti, essere rispettosi sembrava essere una capacità naturale che tutti avevamo. Oggi, sembra che rispettare gli altri sia qualcosa di più simile a uno ‘sforzo’, e, in molti contesti, non proprio la cosa da fare! Quando il rispetto smette di essere la ‘moneta di scambio naturale delle nostre relazioni’, in tutte le società o comunità, allora il destino di quella società non sembra buono.

Forse l’attitudine alla mancanza di rispetto comincia quando gli adolescenti si svegliano alla verità e alla realtà della propria indipendenza. Cominciano a rispondere e commettono azioni sempre più individualistiche e non convenzionali. Questo è il momento in cui i genitori non ci si raccapezzano più. Credono che stanno cominciando a perdere quel controllo che non si rendono conto di non aver avuto, prima di tutto! Diventano genitori critici, giudicanti, indignati, brontoloni e pieni di rancore. Nella loro testa cominciano a proiettare una luce negativa intorno all’adolescente in crescita e cominciano a ritirare il loro rispetto. Possono persino arrivare al punto di dire:” Gli vogliamo bene, ma non lo rispettiamo”. Il che è una contraddizione oltre che impossibile. Se non c’è rispetto non può esservi amore e viceversa. Nel processo, tuttavia ’ l’adolescente sta imparando ‘come mancare di rispetto’ dal momento che lo vedono brillantemente rappresentato dai loro genitori!

I genitori si rendono poco conto che ‘cercando di controllare il bambino nel corso degli anni, essi non stavano rispettando l’essere umano che stava venendo fuori nel frattempo! Essi non stavano insegnando al figlio, per mezzo dell’esempio, il significato esatto del rispetto.

L’impiegato che fa un paio di sbagli e il capo che teme che ciò possa riflettersi male su di lui, comincia a rimproverare il dipendente e, così facendo, sta ritirando il proprio rispetto dalla relazione, danneggiandola. La relazione si trasforma facilmente in conflitto, si allarga agli altri e il luogo di lavoro diventa un luogo infelice. Ti suona familiare?

Non stanno facendo quello che voglio io!

Vi sono alcuni fattori che assicurano che molto spesso non vi sarà  rispetto o che scomparirà del tutto. Quando ritiriamo il nostro rispetto sostituendolo con l’animosità, non solo perdiamo di vista l’intrinseca dignità e valore dell’altro, significa semplicemente che abbiamo deciso che l’altro non sta dicendo, facendo o non si sta comportando esattamente secondo quello che vorremmo dicessero, facessero o come vorremmo che fossero! E ce la prendiamo personalmente. Nel momento usiamo nei confronti di un altro un linguaggio prescrittivo, nei nostri pensieri o nelle nostre parole, di solito significa che non li accettiamo per come sono. Il che significa che non siamo in grado di essere rispettosi. Accettare gli altri esattamente come li troviamo sembra che sia il pre-requisito necessario alla manifestazione del rispetto, ad essere rispettosi!

Perché quindi, sembra che il rispetto stia diventando una qualità in pericolo di estinzione sul pianeta relazionale? Perché si dice che sia la prima cosa ad andarsene e l’ultima a ritornare? Vi sono molte illusioni che sono sorte durante gli ultimo decenni che intralciano sia la nostra comprensione del rispetto e la nostra capacità di ‘viverlo’.

“Se avrà paura di me, mi rispetterà”

Comincia durante i giochi al parco e poi va in escalation fino al conflitto internazionale. Il prepotente agisce prepotentemente e trasmette paura. Questa paura viene chiamata rispetto. I prepotenti usano la loro abilità di incutere paura ad un altro allo scopo di ottenere dall’altro ciò che credono erroneamente sia il rispetto. Ma non è rispetto, è paura. Chi subisce una prepotenza dirà di rispettare qualcuno invece di dire che in realtà lo teme. E succede così che i significati di paura e rispetto si confondono e si perde la capacità di esternare il rispetto. Si tratta di una mentalità che affligge persino i più intelligenti, dal momento che si inerpica sempre di più fino ad estendesi ai conflitti internazionali che vediamo oggigiorno nel mondo.

“Hai perso il mio rispetto”

A volte basta un’inezia a far sì che le persone ritirino il proprio rispetto verso un altro. Arrivare tardi ad un incontro, non mantenere una promessa, dire una bugia, dare un’opportunità a qualcun altro. Tutti questi momenti possono provocare risentimenti. E laddove ci sia risentimento, per quanto sottile, anche solo a livello mentale, sarà impossibile vedere la bontà e il valore dell’altro, perciò non potrà esservi rispetto.

“Le persone devono meritare il mio rispetto!  

E’ uno dei mantra più ripetuti della società moderna. “Il rispetto va meritato”. Ma quando si pone la domanda: “Che cosa deve fare una persona per meritare il tuo rispetto?”, sembra che pochissimi sappiano che cosa rispondere, oppure arrabattano una risposta come:” Essere onesto o affidabile, o fare quello che dice, o fare quello che ‘dico io’!” Ma ciò tende ad essere una zona grigia. Spesso ci appropriamo di questa idea che ‘il mio rispetto deve essere meritato’ perché sembra che si dia un certo potere sull’altro. Solo un’anima illuminata si rende conto che solitamente si tratta del contrario. Il rispetto è ciò che è alla base di qualsiasi relazione e se non c’è, in effetti non c’è nessuna relazione. Il leader non attende mai di venire rispettato, ma si trova sempre nella modalità del dare, del manifestare il proprio rispetto per tutti gli altri in tutti i momenti. Il vero leader non manca mai di rispetto!


La Mancanza di rispetto è osannata!

Perché, quindi, è così facile, veramente molto più facile mancare di rispetto che essere rispettosi? Perché siamo ciechi nei confronti del valore dell’altro?
Molto dipende dal giudicare gli altri in base agli standard di comportamento che ci sono stati insegnati dobbiamo aspettarci dagli altri. Se non corrispondono alle nostre aspettative, se le persone non agiscono in conformità ai nostri standard/aspettative/desideri (ciò che noi crediamo ‘dovrebbero’ fare), allora cominciamo a giudicare e a criticare, e queste sono forme di attacco. E non si può dare rispetto ad un altro finché lo stai in qualche modo attaccando.

Ciò è esacerbato dalla credenza che siano gli altri ad essere responsabili di ciò che provo io. Ogni volta che qualcuno ci contraria, lo biasimiamo per il nostro sentirci offesi. In quel momento smettiamo di essere capaci di rispettarlo. Ci rendiamo poco conto che non è lui a farci ‘sentire offesi’, ma che dipende completamente da noi!

Tutto questo non è incentivato dall’industria dell’intrattenimento la quale basa gran parte della sua creatività in forma di film, giochi e spettacoli con persone che mancano di rispetto ad altre persone. La mancanza di rispetto viene esaltata e resa attraente, introiettata quotidianamente sin dalla più tenera età e prima di capire che stiamo tutti cooperando a formare e a costruire una società che ha al suo centro la moneta della mancanza di rispetto. Se questa tendenza durerà abbastanza a lungo, è probabile che vi saranno persone che non sapranno affatto essere rispettosi. Semplicemente non sapranno che cosa sia il rispetto. Ecco perché in qualche parte di alcune comunità, già oggi il rispetto si è quasi estinto.

Ma come si rispetta qualcuno che ha commesso un crimine contro noi stessi o la società? Come rispettare qualcuno che è violento? Come rispettare qualcuno che mente o ruba? Due semplici risposte. Primo, non prendertela personalmente! Benché ciò non sia facile dal momento che la vita e le relazioni sono, per definizione, personali! Secondo, guarda a ciò che viene prima del comportamento e vedi un essere che è buono in modo innato! Neanche questo è facile poiché tendiamo ad imparare (essere condizionati) a vedere le persone in termini di bianco e nero, cioè buoni o cattivi a seconda dei nostri sentimenti.

Quando i bambini commettono degli errori, quando agiscono contro le regole della comunità in cui si trovano, noi non ritiriamo il nostro rispetto. Manteniamo il nostro rispetto verso di loro perché capiamo, perdoniamo, insegniamo e li indirizziamo. Ci sta a cuore la loro crescita nel mondo. Tutto perché riconosciamo la loro innocenza, forse anche la loro ignoranza e ingenuità. Forse tutte e tre le cose! Allora, perché è così diverso quando ci relazioniamo con le  ‘persone grandi’? Se sono violenti, se insultano e si comportano in maniera non rispettosa, non si trovano anch’essi in uno stato di ignoranza e ingenuità? Non hanno anch’essi semplicemente perduto la propria consapevolezza di come mantenere e stabilire una relazione armoniosa con gli altri? Non hanno dimenticato la loro capacità di rispettare gli altri e  la forma mentis della persona rispettosa? Non può essere che essi non abbiano mai imparato ad essere rispettosi? Che se ne siano dimenticati o che non l’abbiano mai appresa, possiamo rimproverarli, criticarli, attaccarli mentalmente ed emotivamente e mantenere ancora la nostra capacità di rispetto verso gli altri?

Rispetti Te Stesso?

In molte manifestazioni di mancanza di rispetto la questione di fondo non è veramente l’altro. Quando diciamo:” Ho perso ogni rispetto per loro”, in realtà è un modo per dire ‘non ho rispetto per me stesso’. E’ solo quanto il nostro auto-rispetto è solido e stabile che riusciamo a connetterci con gli altri e il mondo e NON dipendere dal comportamento e dall’atteggiamento altrui, la loro rispettosità, per la nostra autostima. Solo allora riusciremo a NON prendere niente personalmente. Solo allora potremo riconoscere e capire che la violenza o la disobbedienza dell’altro è solo un segnale che ha perso il rispetto per se stesso.  E solo allora potremo mantenere la nostra visione del loro intrinseco valore e bontà in quanto esseri umani, che vengono prima di qualsiasi violazione della relazione!

Ma dobbiamo prima prendere una decisione: Le persone nascono innatamente buone e imparano ad essere…cattive? Oppure alcuni nascono con dentro la cattiveria? Dalla tua risposta dipenderà la tua capacità di dare rispetto a tutti gli altri.

Nel corso della storia il rispetto è stato simbolizzato in molti modi. In alcune culture ci viene insegnato a simbolizzare il nostro rispetto con un dono offerto al primo incontro. In altre culture è uso inchinarsi, o fare un saluto militare, o, se si è bambini, ad ascoltare con attenzione quella fonte di ogni sapere che è il genitore! Iniziamo una lettera con ‘caro’, un indice di rispetto. E in alcuni paesi vengono conferiti titoli a coloro che vengono considerati meritevoli di un rispetto ancora maggiore rispetto al resto.

Ma si tratta di gesti vuoti se il nostro proprio auto-rispetto non è integro. Non appena perdiamo rispetto per noi stessi, che in realtà significa che non appena perdiamo la nostra consapevolezza di essere una sorgente di amore e gentilezza in questo mondo, allora si fa avanti il nostro bisogno di essere riconosciuti e rispettati dagli altri. Ciò garantirà momenti di conflittualità e risentimento se non dovessimo ricevere dagli altri ciò che vogliamo e pretendiamo. Con il tempo la nostra mancanza di rispetto può degenerare in qualche forma di violenza. Tutte le forme di violenza nel mondo d’oggi, se le esaminiamo profondamente, hanno alla loro radice questa assenza di auto-rispetto e il bisogno che ad esso si accompagna.

Ecco perché noi siamo responsabili di una cosa soltanto. Liberarci dal bisogno, dal volere, dal desiderare e dall’esigere il rispetto degli altri. Forse solo allora, potremo sentirci ‘decisamente ‘OK con noi stessi e perciò abbastanza forti da creare l’altro in una chiara luce nella nostra coscienza, senza tener conto di quanto biecamente possa essersi comportato.

L’effetto guaritore del nostro auto auto-rispetto potrebbe cambiare il mondo!

Domanda:  Qual è la persona verso la quale senti il minor rispetto?

Riflessione:  Qual è l’esatta natura del giudizio/critica che stai ‘creando’ intorno a lei o verso di leio che intralcia la tua capacità di accettarla e rispettarla?

Azione:  Separa la persona dal suo comportamento e esercitati a vederne l’intrinseca bontà. Quando la incontri mostra coscientemente il tuo rispetto verso di lei. Osserva l’effetto che ha su di te e sulla relazione.


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